A cinquant'anni ho finalmente capito gli uomini!
No, non è vero, però ho capito una cosa molto più importante: non era necessario capirli.
Per anni ho pensato che l'amore fosse una specie di corso di specializzazione. Bastava fare abbastanza esperienza e, prima o poi, avrei conseguito il master in “Uomo”: avrei imparato a riconoscere quello giusto, evitare quello sbagliato, interpretare un silenzio, tradurre un “vediamo”, distinguere un “ti voglio bene” da un “ti amo” e, soprattutto, capire perché un uomo può guardarti negli occhi con una tenerezza infinita e il giorno dopo rispondere ad un messaggio pieno di pathos con un telegrafico: “Ok”. Li ho studiati a lungo. Alcuni li avrei bocciati, altri li avrei denunciati alla commissione d'esame; qualcuno, invece, lo avrei tenuto volentieri per l'anno successivo. Questo libro nasce da tutto quello che ho imparato e da tutto quello che evidentemente non ho imparato affatto. A cinquant'anni posso dire di aver avuto abbastanza uomini da poter cominciare a riconoscerne alcune specie.
- Quello che arriva e sembra finalmente quello giusto.
- Quello che ti fa sentire bellissima.
- Quello che ti fa sentire invisibile.
- Quello che ti ama troppo.
- Quello che ti ama troppo poco.
- Quello che non vuole una relazione, ma non vuole nemmeno che tu abbia una relazione con qualcun altro.
- Quello che dice di essere complicato quando, più semplicemente, è stronzo.
- Quello che dice di essere stronzo per evitare di ammettere di essere complicato.
- Quello che torna proprio quando hai finalmente smesso di pensarci.
- Quello che non torna mai.
- E quello che, quando finalmente arriva, ti fa capire perché tutti gli altri erano sbagliati.
Naturalmente, nel frattempo, ci siamo noi, le donne disilluse, che non sono certo rimaste ferme ad aspettare che gli uomini combinassero tutto il casino da soli. Abbiamo scelto, abbiamo desiderato, abbiamo mentito, abbiamo perdonato, abbiamo tradito, abbiamo fatto finta di non vedere, abbiamo visto benissimo e fatto comunque finta di niente, abbiamo mandato messaggi alle due di notte che la mattina dopo avremmo voluto poter attribuire a un attacco hacker, abbiamo detto “non mi interessa” controllando il suo ultimo accesso. Abbiamo detto “è finita” sperando segretamente che lui rispondesse “no”, abbiamo detto “non lo perdonerò mai” e poi lo abbiamo perdonato, abbiamo detto “questa volta sarà diverso” e qualche volta lo è stato. Molto più spesso, invece, abbiamo solo cambiato uomo mantenendo lo stesso copione. Per questo non voglio scrivere un libro contro gli uomini, anche perché sarebbe piuttosto facile e soprattutto sarebbe falso.
Gli uomini non sono tutti uguali, sono le nostre aspettative che, a volte, sembrano avere una certa continuità. Io, per esempio, ho incontrato uomini meravigliosi e uomini decisamente meno meravigliosi. Uomini che mi hanno fatta ridere, uomini che mi hanno fatta piangere, uomini che mi hanno fatta sentire desiderata, uomini che mi hanno fatto dubitare di esserlo. Uomini che ho amato, altri che avrei fatto meglio a non amare e uomini che, a posteriori, mi chiedo ancora perché abbia amato.
Ma sarebbe troppo facile raccontare soltanto quello che hanno fatto loro, la verità è che in ogni mia storia d'amore c'ero anch'io, con le mie fragilità, le mie paure, i miei desideri, le mie contraddizioni e le mie pessime idee.
Questo libro parla degli uomini, quindi, ma soprattutto parla di noi, di come li scegliamo, di come ci scegliamo, di quello che siamo disposte a tollerare pur di non sentirci sole, di quello che facciamo quando finalmente capiamo che stare sole può essere molto meno doloroso che stare con qualcuno che ci fa sentire sole.